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Leadership delle donne nell’associazionismo

Quanto sono presenti e quanto sono  coinvolte le donne nei flussi di potere associativo?

All’interno della Rubrica Donne 4.0 I Protagonisti lunedì 22 novembre alle ore 18 Gabriella Campanile con Marlene Magnani intervistano Marcella Mallen sul tema della leadership delle donne nell’associazionismo.

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Chi è Marcella Mallen? Laureata in giurisprudenza, già presidente di Manageritalia Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna e Umbria e di CFMT, è presidente di ASviS, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile e di Prioritalia, Fondazione delle organizzazioni dei manager Cida e Manageritalia.

Docente di Diversity management presso l’Università Lumsa di Roma, componente del comitato direttivo di Value@Work dell’Istituto di Studi superiore sulla donna dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

Tra le pubblicazioni: Effetto D. Se la leadership è al femminile: storie speciali di donne normali (F. Angeli, 2011), La figlia di Saadi (Polaris, 2016), Diversity management. Genere e generazioni per una sostenibilità resiliente (Armando Editore, 2020).  

Voglia di futuro al #4w4i di Tim

L’innovazione digitale cambierà per sempre il nostro mondo e le donne devono essere parte attiva, non spettatrici, di questa trasformazione. Le tecnologie digitali sono un’opportunità per la chiusura del gender gap, sono strumenti di inclusione sociale e di affermazione personale, professionale e imprenditoriale.

In diretta il 18 novembre alle 20.30 alla maratona sull’inclusione 4w4inclusion organizzata da Tim per illustrare le nostre proposte sul PNRR e raccontare tre diverse storie di donne che hanno scelto innovazione e tecnologie digitali come terreno di espressione della propria voglia di costruire in prima persona il futuro.

Loredana Grimaldi nostra Ambassadress conversa con tre donne che hanno messo cuore, coraggio e competenze per attivare il cambiamento:

👉 Loredana Mancini, pioniera nel campo della cybersicurezza;

👉 Valeria Marino, CEO di Innovation Engineering impresa attiva nello sviluppo di applicazioni di AI per le PMI;

👉 Diva Tommei biotecnologa, bioinformatica e startupper, attualmente direttrice per gli investimenti in IT/ICT nella Fondazione Enea Tech e Biomedical.

Donne per la transizione digitale

Il PNRR rappresenta una occasione unica per l’Italia per diventare un Paese moderno e innovativo. Un Paese sostenibile, inclusivo, efficiente e digitale che possa offrire prosperità ed equità a tutti i suoi cittadini. Le tecnologie sono il cuore della transizione digitale che sta ridefinendo il futuro del Pianeta. Alla costruzione di questo futuro manca però un tassello fondamentale: una adeguata presenza e valorizzazione delle donne, che non sono una minoranza da relegare a ruoli di secondo piano, bensì un giacimento di talenti su cui investire per accelerare il cambiamento e per azzerare il digital gender gap.

L’Associazione Donne 4.0 crede fortemente che le tecnologie digitali possano essere potenti acceleratori per la chiusura del divario di genere, strumenti di inclusione sociale e di affermazione personale, professionale e imprenditoriale delle donne.

Il convengo “Donne per la transizione digitaleCompetenze, Cuore e Coraggio per attivare il cambiamento” nasce come importante momento di confronto su questi temi.

Organizzato il 10 novembre dall’Associazione Donne 4.0 a Roma presso l’Università dell’Arkansas con sede a Palazzo Taverna in Via di Monte Giordano, ospita relatori d’eccezione.

Il focus: identificare le opportunità del PNRR dedicate alle donne e monitorarne l’efficacia tramite la definizione di obiettivi precisi, vicini nel tempo e quantificabili. Lo scopo:garantire l’accesso alle tecnologie e allo sviluppo delle competenze digitali per tutte le donne e incentivare la presenza femminile in progetti e investimenti digitali e nei ruoli aziendali apicali, azzerando il digital gender gap più rapidamente possibile.  

«Nonostante il G20 abbia sottolineato l’importanza del Women Empowerment per accrescere il talento e la leadership delle donne, in Italia il digital gender gap è tutt’altro che colmato: il World Economic Forum ci inserisce solo al 63° posto nel Gender Gap Report 2021 su 156 Paesi», ha dichiarato Darya Majidi, imprenditrice tech e Presidente dell’Associazione Donne 4.0.

«L’Italia è al penultimo posto in Europa per l’occupazione femminile, che è del 20% più bassa rispetto a quella maschile. Solo il 28% dei manager è donna. E solo il 16% delle donne ha accesso alla formazione Stem, contro il 35% degli uomini. L’azzeramento del digital gender gap è una priorità da affrontare celermente per evitare che le donne siano confinate in ruoli e settori economici tradizionali, meno remunerati e non trainanti per l’innovazione e la competitività del Paese».

«Affinché le risorse investite nel PNRR abbiano un impatto reale sul digital gender gap, occorre definire a priori parametri chiari e misurabili relativi alla dimensione di genere in tutte le iniziative che riguardano gli interventi di digitalizzazione», ha proseguito Darya Majidi. «L’Associazione Donne 4.0 intende costituire un Osservatorio sul PNRR, in una logica di monitoraggio partecipativo, per valutare sia lo stato di attuazione del Piano relativamente al tema del digital gender gap, sia l’evolversi degli indicatori individuati alla base della nostra proposta di azione».

L’evento “Donne per la transizione digitale” sarà anche l’occasione per attivare un dibattito propositivo rispetto agli  indicatori più importanti (Key Performance Index) individuati fino ad oggi  dall’Associazione Donne 4.0 per monitorare l’impatto positivo del PNRR sull’occupazione femminile in ambito digitale:

  • l’azzeramento, entro il 2026, del gender gap per l’accesso ad internet e l’azzeramento del divario di genere nelle competenze digitali di base, senza cui non può esserci partecipazione attiva e protagonismo civile e sociale delle donne;
  • l’inserimento di una clausola di condizionalità nei bandi con quote del 30% di donne nelle assunzioni del PNRR relative a progetti di investimento in digitale;
  • misure premiali nei bandi PNRR per imprese ed enti che certifichino la presenza del 35% di donne nei team di creazione e sviluppo di progetti digitali;
  • l’incremento, entro il 2026, dell’occupazione delle donne nel settore ICT al 35% e il raggiungimento della parità, ovvero il 50%, entro il 2030;
  • il raggiungimento, entro il 2026, del 45% di donne presenti nei CdA di imprese private e pubbliche e del 35% di donne in posizione apicale, per riconoscere concretamente l’autorevolezza delle donne nei contesti decisionali – pubblici e privati – del mondo digitale;
  • il raggiungimento di una quota del 45% di donne nei tavoli decisionali per la creazione di piattaforme di smart cities, smart economy e smart enviroment.

L’incontro sarà anche un momento strategico per condividere le proposte dell’Associazione Donne 4.0 per migliorare l’efficacia del PNRR:

Dare maggiore impulso alle imprese tech fondate e gestite da donne, con finanziamenti e sgravi fiscali:

  • il 35% dei finanziamenti per le start up previsti dal Fondo Impresa Donna a favore delle imprese tech guidate e composte da donne per almeno il 60%;
  • fondi e incentivi a fondo perduto per start up digitali e imprese innovative guidate e composte da donne per almeno il 60%.

Rendere le studentesse e le giovani donne sempre più protagoniste del mondo digitale, promuovendo l’accesso alla formazione scolastica tecnico-scientifica con l’obiettivo di raggiungere, entro il 2026:

  • il 50% di ragazze sul totale degli iscritti a Istituti Tecnico Scientifici,
  • il 30% di studentesse iscritte a corsi di laurea ICTsul totale degli iscritti
  • il 2% di laureate in corsi di laurea ICT.  

Fornire alle ragazze strumenti concreti per accelerare i passaggi scuola-università-lavoro

  • corridoi preferenziali per attività scuola-lavoro dedicati alle studentesse;
  • coinvolgimento di imprese private e pubbliche in azioni di formazione-lavoro;
  • dottorati, borse di studio e sconti sulle tasse universitarie per le donne che seguono corsi di formazione universitaria in discipline ICT già a partire dall’anno accademico 2022-2023;
  • formazione obbligatoria, a tutti i livelli di istruzione, sulle tecnologie digitali e sugli stereotipi di genere;

Parteciperanno alla giornata di lavori: Assuntela Messina, Senatrice e Sottosegretario Ministero dell’Innovazione Tecnologica e la transizione digitale; Francesco Bedeschi, Director University of Arkansas Rome Center; Linda Laura Sabbadini, Chair del W20; Sonia Stucchi, HR Manager – Hewlett Packard Enterpris; Azzurra Rinaldi, Direttrice School of Gender Economics, Unitelma Sapienza; Sila Mochi, Cofounder Inclusione Donna; Anna Sappa, Dirigente dell’Ufficio infrastrutture ICT INAIL; Chiara Petrioli, Prorettrice alla Sapienza con delega alle imprese, Founder di Wsense; Loredana Mancini, Owasp/WIA D&I Vice Chair; Diva Tommei, Non Executive Director SECO Spa; Monica Cerutti, esperta Politiche inclusione Sociale nel digitale – Università di Torino; Loredana Grimaldi; esperta di sostenibilità e corporate communication; Denny Innamorati, Direttore Commerciale Cisa Group; Consuelo Lollobrigida, Professor Arkansas University.

Morena Rossi e le donne all’ultimo grido: urloteca, tecnologie digitali e sbocchi lavorativi

Rubrica Donne4 I Protagonisti

La voce delle donne con il progetto dell’urloteca Morena Rossi ci racconterà in che modo le tecnologie possono essere un amplificatore.

Morena Rossi, 48 anni, una laurea in filosofia ed un lavoro da copywriter, un passato con quelli dello Zelig coi quali ha riso molto e aperto un’agenzia di pubblicità, e un’incursione di qualche anno a Radio24, la Radio del Sole24Ore, dove ha scritto e condotto diversi programmi. La radio rimane il suo grande amore. È co-autrice del libro nato dalla trasmissione radiofonica “Destini Incrociati” (Cairo Editore) ed è autrice dello spettacolo teatrale “I monologhi delle ascelle”. Nel 2016 pubblica il suo primo romanzo dal titolo “Che m’importa che tu faccia la brava” (Tralerighe). Appassionata di tematiche femminili, da anni cerca il modo per dare più voce alle donne, lei che la sua la usa molto, a volte troppo. Da una sua idea nasce, infatti, grazie al contributo di alcune amiche, la APS “Donne all’ultimo grido” che si occupa di empowerment femminile e che a dicembre 2019 è stata anche oggetto del suo talk al TEDxModena. 

“Donne all’ultimo grido”, di cui Morena è fondatrice, è un progetto di empowerment femminile che si propone di raccontare le donne e le loro storie “da urlo”, raccogliendo gli urli in una virtuale URLOTECA dove le donne raccontano un proprio traguardo, un sogno o lanciano un messaggio propositivo e alla fine fanno un urlo.

Per creare una rete concreta e d’ispirazione fra donne che si possano aiutare, mettendo insieme le proprie voci e aiutandosi a trovare nuove tonalità. Se non è condiviso, nessun progetto può vedere la luce. Per mettere al mondo un’idea la si deve donare al mondo. Perché il “valore condiviso” è un vero e proprio vantaggio competitivo. Le donne questo lo sanno. Spesso però lo dimenticano. E l’URLOTECA è una specie di promemoria che vogliamo regalare a tutte noi. Per approfondire clicca qui

Conducono l’intervista: Gabriella Campanile e Stefania Noiosi

Donne 4.0 da community ad associazione

In data 11 settembre ha avuto luogo la prima assemblea della neocostituita Associazione Donne 4.0, una realtà unica nel suo genere che ha una visione e una missione ben delineata: supportare e coinvolgere le donne per renderle protagoniste nel mondo digitale e nella costruzione di un futuro tecnologico, inclusivo e sostenibile, valorizzando il loro contributo sostanziale nell’affrontare le nuove sfide globali.

I soci provenienti da tutta Italia si sono radunati per indicare le attività del primo anno dei lavori. L’assemblea, oltre alla Presidente Darya Majidi, ha anche eletto il proprio comitato direttivo composto dalla Vice Presidente Gabriella Campanile, la Segretaria Sara Leonetti, la Consigliera Enrica Gallo e la Tesoriera Mila Miscia. Fanno parte dell’associazione altre 19 socie fondatrici che rappresentano l’intero territorio nazionale. “Abbiamo anche soci uomini, che sottolineano che la battaglia per la parità di genere deve essere sostenuta non solo dalle donne, ma anche dagli uomini al nostro fianco”, ha spiegato la Presidente Darya Majidi.

In un contesto di digital transformation, in cui le tecnologie abilitanti stanno creando milioni di nuovi posti di lavori e in cui, storicamente, la presenza delle donne nel contesto lavorativo è molto bassa (si stima che in Italia solo il 27 per cento[1] della forza lavoro nel settore ICT sia femminile), l’associazione Donne 4.0 vuole offrire empowerment e consapevolezza alle donne, invitandole a scoprire, conoscere e valorizzare i propri talenti grazie alle tecnologie della Quarta Rivoluzione Industriale.

Le Donne 4.0 sanno interpretare le tecnologie come una leva efficacissima per chiudere il divario di genere più velocemente e riescono a trasformarle in un’opportunità di crescita personale e professionale. Le tecnologie rappresentano infatti strumenti di libertà, di rappresentanza e di azione per tutte le donne.

Il Manifesto redatto dall’associazione Donne 4.0 indica i 4 pilastri in grado di supportare la crescita delle donne in tutte le fasi della loro vita:

  • Formazione: sin dalle scuole primarie è fondamentale supportare, con il gioco e con la didattica, la vicinanza delle bambine alle materie STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) e incentivare le ragazze che frequentano le scuole superiori e le università a scoprire le nuove opportunità professionali.
  • Lavoro: supportare con attività di up-skilling e re-skilling le donne per aiutarle a sviluppare nuove abilità e a migliorare le proprie competenze in modo da chiudere il cosiddetto “gender digital mismatch”.
  • Rappresentanza: incrementare la presenza di donne nelle aziende tech e nelle istituzioni anche nei ruoli apicali, perchè le tecnologie non sono neutre e vanno create con un approccio inclusivo e rispettoso delle diversità.
  • Imprese femminili tech: supportare non solo la nascita ma anche la crescita delle aziende tech femminili con strumenti e agevolazioni anche fiscali, esattamente nella direzione indicata dalla Missione 5 del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (PNRR).

“In cantiere abbiamo già molti progetti con scuole, istituzioni, reti e associazioni”, spiega la Presidente di Donne 4.0 Darya Majidi. “L’energia e l’entusiasmo che abbiamo respirato mi convincono che le nostre 3 C ci daranno l’opportunità di fare la differenza per le bambine, le ragazze e le donne: con Competenze vogliano essere un punto di riferimento, con Cuore mettiamo a disposizione in nostro tempo gratuitamente e offriamo alle donne l’opprtunità di crescere e con Coraggio affrontiamo anche le battaglie culturali più difficili. Sono estremamente felice di questo incredibile risultato” conclude la dottoressa Majidi. “Mai avrei osato pensare che il movimento creato dal mio libro Donne 4.0 in poco tempo si potesse trasformare una associazione di riferimento nazionale”.

Riguardo a Donne 4.0

La Community Donne 4.0 nasce nel 2019 intorno al libro “Donne 4.0”, si è evoluta e rafforzata durante il lockdown con l’obiettivo di darsi una veste giuridica di associazione sociale. All’interno di uno scenario di grandi trasformazioni economiche, politiche e sociali, le tecnologie stanno assumendo un ruolo centrale. La Community Donne 4.0 opera affinché le donne possano giocare un ruolo da protagoniste nella costruzione del futuro, credendo fermamente che le tecnologie siano leve strategiche per l’empowerment e la leadership femminile e che siano in grado di accelerare il raggiungimento di parità ed equità delle donne a livello mondiale.

Le Socie Fondatrici dell’associazione:

Darya Majidi (Presidente), Gabriella Campanile (Vice Presidente), Sara Leonetti (Segretaria) Enrica Gallo (Consigliera) Mila Miscia (Tesoriera), Silvia Baroncelli, Rita Basile, Cinzia De Gioia, Marlene Magnani, Loredana Mancini, Annarita Mariani, Dayana Mejias Roman, Alessandra Meucci, Pegah Moshir Pour, Tiziana Muoio, Stefania Noiosi, Elisabetta Norfini, Patrizia Palazzi, Francesca Passaglia, Annamaria Schena, Marianna Serpelloni, Vincenza Spadoni, Gloria Zanichelli, Maura Zuccarini.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito http://www.donne4.it

Per informazioni sulle modalità per diventare soci scrivere a soci@donne4.it


[1] Fonte: Gender Equality Index, Eurostat, https://eige.europa.eu/gender-equality-index/thematic-focus/digitalisation/country/IT

Women at Business, rimettersi in gioco grazie all’algoritmo

All’interno della rubrica “Donne Protagoniste del futuro” della Community Donne 4.0, Gabriella Campanile e Patrizia Palazzi intervistano Laura Basili e Ilaria Cecchini fondatrici di Women at Business, la startup che utilizza un algoritmo avanzato per supportare il reinserimento professionale delle donne.

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Laura BasiliDopo la laurea in Filosofia con indirizzo in Comunicazioni Sociali, inizia la sua carriera in agenzie di comunicazione nell’area media e di produzione. Successivamente passa in Omnitel (oggi Vodafone Italia) nell’area comunicazione e advertising. Nel 1999 partecipa all’avvio dell’allora start-up Fastweb dove cresce velocemente fino a ricoprire il ruolo di Direttore Comunicazione. A partire dal 2005, decide di sviluppare esperienze professionali internazionali. Inizialmente ad Atene, dove lavora per la start-up di Telecom in Grecia, OnTelecom, con il ruolo di Direttore Comunicazione. In seguito a Londra dove vive per 15 anni, diventa mamma, consegue un master e co-fonda una società di consulenza strategica Able Consulting ricoprendo il ruolo di Director e contribuendo allo sviluppo di diversi progetti. Da sempre interessata alla partecipazione di progetti in start-up destinate ad una forte innovazione e crescita nel breve periodo, quando torna in Italia nel 2019, sente il desiderio di creare qualcosa che da un lato valorizzasse tutte le sue passate esperienze e dall’altro sostenesse il progetto delle tante donne che hanno il desiderio di reinserirsi nuovamente nel mondo del lavoro attraverso un nuovo passo e su progetti flessibili. È così che insieme a Ilaria Cecchini fonda Women At Business, la prima community di donne e aziende dedicata alla valorizzazione e circolazione delle professionalità delle donne. Un progetto di Sostenibilità Sociale delle competenze femminili, con il manifesto “Together, To get her” per riportare ogni singola donna nel mondo del lavoro attraverso una nuova progettualità.

Ilaria Cecchini
Ilaria Cecchini è un Manager a tutto campo del marketing e della comunicazione, con oltre 20 anni di esperienza e in diversi settori: dal food alle telecomunicazioni, dalla moda al beauty, sino al turismo. Dopo la laurea in Comunicazione D’Impresa presso l’Università IULM di Milano consegue un master in General Management presso la MIP-School of Business del Politecnico di Milano. Inizia la sua Carriera in Ferrero come product manager per poi passare in Omnitel (oggi Vodafone Italia) dove ricopre il ruolo di Communication Manager. In seguito, inizia il suo percorso in Fastweb, dove rimane per 17 anni e dove si occupa di Trade Marketing e Sales Operations. Prosegue la sua carriera collaborando con una start up di turismo esperienziale e in seguito ad una piattaforma di influencer marketing. È anche docente di Marketing e Business plan presso IFOA -Istituto per la formazione aziendale, Shareholder di La Fenice s.r.l . Dal 2019 lavora al progetto

WomenAtBusiness – Startup innovativa che utilizza una tecnologia avanzata per supportare il reinserimento professionale delle donne affiancandole nel rispetto della catena del valore a progetti di sostenibilità sociale ed a supporto dei programmi di Diversity&Inclusion delle aziende.

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Abbiamo rubato il titolo a Wired, qui l’articolo originale https://www.wired.it/economia/lavoro/2021/04/26/women-at-business-algoritmo/

Donne e lavoro: una nuova visione dell’impresa femminile

All’interno della rubrica “Donne Protagoniste del futuro” della Community Donne 4.0, Gabriella Campanile e Isabella Ceccarini intervistano Azzurra Rinaldi – esperta in economia di genere.

Azzurra Rinaldi insegna Economia Politica presso l’Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza, dove è anche Direttrice della School of Gender Economics e Presidente del Corso di Laurea in Economia delle Aziende Turistiche. Si occupa di economia di genere, sia nell’ambito della ricerca che attraverso progetti sul campo. Lavora da anni nel settore della cooperazione internazionale, guidando e prendendo parte a progetti di ricerca nell’ambito della formazione e dell’empowerment femminile in paesi quali il Libano o l’India.

È membro della Commissione Cultural Change del W20, del comitato Scientifico di Global Thinking Foundation e di GammaDonna. Partecipa a conferenze nazionali ed internazionali sui temi legati alla parità di genere. Ha pubblicato articoli e libri sui temi del gender gap, dell’economia dei paesi emergenti e dell’economia del turismo con editori nazionali ed internazionali. 

Attivista dei diritti delle donne, si definisce femminista ed ha partecipato attivamente ai movimenti “Giusto mezzo”, ”Dateci Voce” e “Dalla Stessa Parte”.

La sostenibilità sociale nella prospettiva di genere

All’interno della rubrica “Donne Protagoniste del futuro” della Community Donne 4.0, Gabriella Campanile e Mila Miscia intervistano Martina Rogato – Consulente sostenibilità e Sherpa W20. Women20 (W20) è l’engagement Group ufficiale del G20, composto da donne rappresentanti dei venti paesi più industrializzati, impegnate nella società civile sul tema della parità di genere e women empowerment. Link per approfondire il W20 https://w20italia.it

Il concetto di sostenibilità è spesso associato esclusivamente al tema della tutela dell’ambiente o alla lotta al cambiamento climatico, ma si tratta, in realtà, di un approccio strategico integrato nel business dove oltre alla dimensione ambientale, vi sono una sfera economica e sociale!La sostenibilità sociale, oltre ai progetti di CSR e filantropia si occupa dei diritti delle persone a 360° dall’accesso alla terra fino alla non discriminazione per orientamento sessuale, genere, cultura, età. Si tratta di una componente fondamentale per tutte le aziende che voglio davvero adottare un approccio di sviluppo sostenibile. L’Italia nel 2021 si appresta ad ospitare i capi di stato e di governo delle 20 economie più potenti del mondo per discutere di: people, planet e prosperity e ridisegnare una nuova ripartenza post-covid dove le persone, e si auspica le donne, siano al centro.

Donna chiama Donna, Annalisa Santucci sul ruolo delle donne nella scienza

La protagonista in ambito scientifico Annalisa Santucci ci racconta il ruolo delle donne nella ricerca: cosa è cambiato e cosa è necessario fare per coinvolgere più donne in ambito scientifico.

All’interno della rubrica “Donne Protagoniste del futuro” della Community Donne 4.0, Gabriella Campanile e Isabella Ceccarini intervistano Annalisa Santucci: Professore Ordinario di Biochimica, Direttore del Dipartimento di Eccellenza di Biotecnologie Chimica e Farmacia dell’Università di Siena, Coordinatore del Macronodo Life Sciences Unisi del Competence Center Industria 4.0 ARTES 4.0, Fondatore e Presidente del Comitato Scientifico di aimAKU, Associazione Italiana Malati di Alcaptonuria. La sua attività di ricerca scientifica è stata focalizzata sulla comprensione dei meccanismi molecolari di patologie, soprattutto rare. Più recentemente si è appassionata agli aspetti biochimici della bioconomia circolare e per questo è divenuta Fondatore e Presidente del Comitato Tecnico Scientifico di SienabioACTIVE.

8 marzo 2021: 100 donne (e uomini), 100 agenti di cambiamento

Nella Giornata internazionale della donna la Community Donne 4.0 ha organizzato un laboratorio sulla consapevolezza e sull’empowerment alla ricerca del senso di scopo. Incontro gratuito gestito su piattaforma Zoom e riservato ai primi 100 iscritti (donne e uomini).

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