Loading....

Osservatorio PNRR

Ha come obiettivo quello di verificare costantemente l’attenzione al tema del gender gap nell’implementazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Il punto di partenza

In Italia il digital gender gap è tutt’altro che colmato: il World Economic Forum ci inserisce solo al 63° posto nel Gender gap report 2021 su 156 Paesi.

L’Italia è al penultimo posto in Europa per l’occupazione femminile, che è del 20% più bassa rispetto a quella maschile. Solo il 28% dei manager è donna. E solo il 16% delle donne ha accesso alla formazione Stem, contro il 35% degli uomini.

Necessari parametri chiari e misurabili

La Comunità Europea ha creato un indice di “divario di genere” (i.e. gender gap index) e l’indice per il 2020 sta rilevando gli effetti della digitalizzazione sulla vita lavorativa di donne e uomini. L’indice rivela come le donne risultino sottorappresentate nelle nuove tecnologie e non siano sufficientemente presenti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, delle start-up digitali e dei prodotti ad alta tecnologia. Dobbiamo favorire con strumenti formativi di up-skilling e re-skilling la presenza delle donne nello sviluppo di queste piattaforme tecnologiche.

Da qui l’esigenza di un Osservatorio sul Prnn, proposto e disegnato dall’Associazione Donne 4.0 che si pone l’obiettivo di verificare a tutto tondo e costantemente l’attenzione al tema del gender Gap nell’implementazione del Piano.

Rassegna stampa

In aggiornamento
Nella foto: la Senatrice Assuntela Messina Sottosegretario di Stato al Ministero dell’innovazione tecnologica e transizione digitale del governo Draghi, insieme alla presidente Darya Majidi (Roma, 10 novembre 2021)

Key Performance Index

Sono gli indicatori più importanti individuati dall’Associazione Donne 4.0 per monitorare l’impatto positivo del PNRR sull’occupazione femminile in ambito digitale

Accesso alla rete

Copertura a banda ultra larga (1 Giga) di scuole (9mila edifici) e ospedali (12mila strutture) e di 8,5 milioni di famiglie, incluse 45mila unità sparse.

Accesso a Internet per tutt*

Servizi tech dalle Donne per le Donne

45% donne nei tavoli decisionali pubblici.

Le donne devono essere coinvolte nella creazione di piattaforme di smart cities, smart economy e smart environment per creare servizi utili alle donne, valorizzando anche le competenze umanistiche.

Ruolo attivo nelle tecnologie innovative

35% donne nei team di creazione e sviluppo.

Le donne devono partecipare alla creazione di nuove tecnologie e piattaforme di Intelligenza Artificiale, Big Data, Cybersecurity, Robotica e Internet of Things.

Bambine & STEM alle primarie

Formazione obbligatoria, a tutti i livelli di istruzione, sulle tecnologie digitali e sugli stereotipi di genere.

Le bambine devono essere incoraggiate a casa e a scuola a conoscere le materie STEM.

Giovani Donne & STEM

50% ragazze iscritte ITS (Istituti Tecnici Superiori), 30% iscritte a corsi di laurea ICT, 2% laureate in corsi di laurea ICT.

Creare corridoi scuola-lavoro, coinvolgendo imprese private e pubbliche in azioni di formazione-lavoro; dottorati, borse di studio, sconti su tasse universitarie per le donne in formazione in discipline ICT dall’anno accademico 2022-23; percorsi di mentorship per contrastare il “drop out rate” dei primi anni di università.

Donne & tech upskilling e reskilling

Azzeramento del divario di genere nelle competenze digitali di base.

Tutte le donne devono poter seguire percorsi di upskilling e reskilling digitali per accedere ai nuovi mestieri del futuro.

Donne e lavoro tech

30% assunzioni femminili nel settore ICT.

Le donne vanno supportate, con programmi di assunzione e formazione mirati, per accedere ad aziende e a ruoli tech senza disparità salariali, valorizzando anche le competenze umanistiche.

Donne & tech leadership

40% donne nei CdA tech e 35% in posizioni apicali.

Le donne devono essere incluse nelle posizioni apicali tech nelle aziende senza discriminazioni. Le aziende virtuose con donne in ruoli apicali dovrebbero godere di benefici fiscali.

Rappresentanza femminile negli organi decisionali

40% donne nei CdA.

Includere le donne in posizioni di leadership nei CdA di istituzioni, aziende pubbliche, associazioni e task force, affinché possano creare strumenti e normative di sostegno alla crescita delle donne.

Donne e tech startup

35% start up femminili tech finanziate.

Il 35% dei finanziamenti per le start up del Fondo Impresa Donna a favore di imprese tech guidate e composte da donne per almeno il 60%; fondi e incentivi a fondo perduto per start up digitali e imprese innovative guidate e composte da donne per almeno il 60%.

Donne in aziende tech

Certificazione di genere obbligatoria.

Le aziende femminili già avviate devono godere di fondi e sgravi fiscali ad hoc. La Strategia Nazionale per la parità di genere prevede l’erogazione di credito agevolato a supporto delle imprese femminili e un sistema nazionale di certificazione della parità di genere per le aziende.

Investitori e fondi per aziende tech femminili

Forte incentivazione per fondi da investire in imprese tech guidate e composte da donne per almeno il 60%.

I fondi di investimento e di Private Equity devono godere di vantaggi pubblici se investono in aziende tech femminili.

Donne per la transizione digitale – Presentazione Osservatorio PNRR

L’evento si è tenuto il 10 novembre 2021 a Roma presso la University of Arkansas con sede a Palazzo Taverna, con Assuntela Messina, Azzurra Rinaldi, Anna Sappa, Darya Majidi, Francesco Bedeschi, Linda Laura Sabbadini, Loredana Mancini, Diva Tommei, Monica Cerutti, Loredana Grimaldi, Denny Innamorati, Chiara Petrioli, Sonia Stucchi, Sila Mochi, Consuelo Lollobrigida e EIIS – European Institute of Innovation for Sustainability, Hewlett Packard Enterprise, Inclusione Donna, W20, Università degli Studi di Roma “Unitelma Sapienza”, Ministero dell’Innovazione tecnologica e transizione digitale.

Fotogallery

Back To Top