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11 febbraio – Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza

L’ 11 febbraio è la “Giornata Internazionale delle Donne e delle ragazze nella Scienza” patrocinata dallo ONU: una ricorrenza significativa che vuole essere un momento di riflessione e al contempo uno stimolo alla comunità internazionale nel perseguire obiettivi di parità di genere in termini di opportunità educative, di preparazione e di carriere scientifiche per le donne e le ragazze rimuovendo gli ostacoli che si frappongono. L’ONU, infatti, ritiene che la scienza e l’uguaglianza di genere siano fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo a livello internazionale, compresa l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

È doveroso far notare che la giornata non è dedicata solo alle donne nella scienza, ma anche alle ragazze, dato che parlare di donne e ragazze non è pleonastico. Ovvero, esiste da un lato un problema di accesso a una carriera scientifica per le donne e, dall’altro lato un enorme problema di accesso all’istruzione per le bambine, soprattutto all’istruzione scientifica. Quello dei pregiudizi di genere non è solo un problema dei paesi in via di sviluppo ma, in modo subdolo, è presente nelle società anche più “economicamente” avanzate.

Recentemente noi della Community Donne 4.0 abbiamo pubblicato un Manifesto sull’Empowerment delle Donne nel settore STEM in cui abbiamo trattato il tema dei pregiudizi di genere nel contesto del sistema educativo e delle conseguenze che questi hanno sull’istruzione e sullo sviluppo psicologico delle ragazze.

Numerosi sono i rapporti a livello nazionale ed internazionale, in cui si evince come le ragazze siano brave e sorpassino i loro compagni maschi – non solo alle medie o al liceo ma anche all’università – nell’ambito di facoltà scientifiche, feudi incontrastati del dominio maschile. Tuttavia, non è sufficiente, dato che in fase di dottorato si registrano i primi rilevanti “cedimenti”: i numeri si riducono sempre più. In Italia solo il 36% delle donne, di fatto, sceglie la ricerca e con poche prospettive di carriera.

La scalata della piramide della scienza al femminile, già caratterizzata da una base “risicata”, si assottiglia ulteriormente. Poche sono le donne che arrivano al vertice degli istituti di ricerca e poche sono le accademiche titolate. La carriera, spesso, le mette in contrasto con il loro desiderio di maternità; inoltre, se la competizione è eccessiva, le costringe ad abbandonare. Di fatto il settore della ricerca è dominato dall’universo maschile e gli orari e i modi di lavorare non sono quelli che hanno desiderato e voluto; inoltre, alle donne sono assegnati meno fondi e, ancora oggi, fare figli è considerato non un fatto di genitorialità, bensì di maternità (anche se le nuove generazioni stanno cambiando approccio a queste tematiche).

Serve, pertanto, un lavoro di educazione e sensibilizzazione sin dall’infanzia per abbattere la diffidenza e i tanti stereotipi che si manifestano a scuola, in famiglia, ovunque, e che vanno a “minare” la fiducia in sé stesse delle bambine e delle ragazze verso le così dette materie STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics).

Nella pagina dell’ONU dedicata alla giornata del 11 febbraio (https://www.un.org/en/observances/women-and-girls-in-science-day) si legge: “Negli ultimi 15 anni, la comunità internazionale ha fatto molti sforzi per ispirare e coinvolgere le donne e le ragazze nella scienza. Tuttavia, le donne e le ragazze continuano a essere escluse dalla piena partecipazione alla scienza. Attualmente, meno del 30% dei ricercatori in tutto il mondo sono donne. Secondo i dati dell’UNESCO (2014-2016), solo il 30% circa di tutte le studentesse sceglie campi legati alle scienze, alla tecnologia, all’ingegneria e alla matematica nell’istruzione superiore. A livello globale, l’iscrizione delle studentesse è particolarmente bassa nelle tecnologie informatiche (3%), nelle scienze naturali, nella matematica e nella statistica (5%) e nell’ingegneria (8%)”.

È necessario agire anche a livello Paese per aumentare la presenza femminile nelle Istituzioni ed Enti di ricerca. Nel consultare il sito del “Ministero dell’Istruzione, Ministero dell’Università e Ricerca” ad oggi risulta che su 12 enti di ricerca riportati, soltanto tre di questi hanno un presidente donna (25%). Inoltre, la situazione emerge in tutta la sua gravità anche in ambito universitario. Se analizziamo il numero delle donne a capo di una università italiana, su 84 università italiane, soltanto 6 hanno un rettore donna (circa il 7%). Di fatto, questi dati vanno ad evidenziare che per le donne esiste un problema reale di disparità, di opportunità e di accesso, almeno agli apici delle istituzioni scientifiche e culturali. Pertanto, nonostante l’Italia sia un paese in cui formalmente la costituzione garantisce a tutti parità di trattamento e di diritti – “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” – la realtà ci evidenzia quanto tutto questo sia lontano dall’essere pienamente realizzato.

La giornata dell’11 febbraio, deve essere per tutti noi un’occasione importante per riflettere sia sul ruolo fondamentale che le donne svolgono nello sviluppo della conoscenza sia per prendere coscienza dei vari “colli di bottiglia” che le donne e le ragazze ancora oggi incontrano se vogliono intraprendere e perseguire una carriera scientifica.

La Community Donne 4.0 si fa ulteriormente portavoce delle donne e delle ragazze nelle scienze. Essa nasce per supportare le donne ad essere protagoniste nella costruzione di questo futuro tecnologico-scientifico, che deve essere inclusivo e sostenibile. Si vuole valorizzare il contributo delle donne impegnate ad affrontare le nuove sfide globali; pertanto, diventa fondamentale il rispetto e la salvaguardia della diversità, dato che tali aspetti svolgono un ruolo importante. È fondamentale che le donne possano accedere a un più ampio spettro di prospettive in tutto il settore tecnologico-scientifico e promuovere una maggiore diversità per garantire la creazione di soluzioni scientifiche e tecnologie create da una pluralità di persone ricche delle più varie esperienze di vita e in questo modo garantire la totale rappresentanza della cosiddetta “galleria umana”.

Noi Community Donne 4.0 intendiamo supportare il genere femminile incoraggiandolo ad investire sempre più nelle competenze STEM in modo tale da lavorare congiuntamente a creare le basi per il raggiungimento della parità di genere, riuscendo così a portare questa cultura dal mondo accademico a quello del lavoro.

Federica Maria Rita Livelli

Coordinatrice Commissione Reti – Community Donne 4.0

Denaro: emozione, paura e il ruolo delle nuove tecnologie

A cura di: Cristina Baldi

Con Cristina Baldi, esperta in Blockchain, abbiamo aperto la discussione su quale sia il rapporto col denaro che caratterizza in generale le donne nella gestione della propria vita.

Insieme abbiamo percorso gli elementi della storia che hanno determinato questo rapporto, per poi arrivare a focalizzare quelli da tenere in considerazione per gestire in modo equo la remunerazione della propria professionalità e del proprio lavoro.

L’obiettivo di questo approfondimento è stato trasferire informazioni ed esperienze per fare scelte finanziarie libere anche cogliendo l’opportunità offerta dalle nuove tecnologie.

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Experience Coaching allo specchio

Ciascuno di noi nasconde dei talenti, le donne lo fanno di più, per insicurezza per bassa autostima per condizionamenti culturali. Altre volte invece sono le esperienze negative che fanno emergere in noi le paure che ci limitano o addirittura ci bloccano nel nostro percorso. Spesso non siamo del tutto consapevoli dei limiti che ci poniamo, preferiamo pensare che capacità ed attitudini non facciano parte del nostro mondo.

Eppure basta poco per prenderne consapevolezza, per farle emergere e risvegliare, come? Cambiando il punto di vista, per esempio, oppure facendo emergere creatività e pro-attività responsabile, voluta, desiderata e risvegliata da vecchi torpori. L’obiettivo è quello di valorizzare l’unicità di ciascuna, delle proprie attitudini messe a servizio del proprio percorso di crescita e favorire quel processo di rimozione degli ostacoli che si frappongono tra le donne ed i propri sogni ed i propri obiettivi. C’è bisogno sempre più che le donne si approprino dei propri desideri e che questi, con coraggio, si trasformino in un fare che vada ad ampliare gli spazi di azione nella vita sociale, in politica nelle aziende e nel mondo del business. Questo è quello che il nostro progetto ha tentato di fare per le donne ma soprattutto con le donne, attraverso uno strumento, la relazione di coaching. E’ stata un esperienza anche per noi coach di stimolo e di crescita, perché ogni volta che una donna tira fuori coraggio e determinazione all’interno del gioco di “specchi”, attiva un ciclo virtuoso e di forza che solo le donne insieme riescono a creare.

Ecco come tutto cominciò. Un giorno ti svegli e capisci che il gioco della vita non è più lo stesso, sono cambiate le regole, i giocatori, il tipo di gioco, nulla è più come prima. Allora la testa vaga in cerca di punti di riferimento a cui aggrapparsi, esperienze già vissute ti vengono in soccorso, vecchie e nuove emozioni affiorano. Tu lotti con te stesso ma poi pian piano capisci che la situazione è talmente nuova che solo uno schema nuovo ti può aiutare in questo nuovo gioco che la vita di propone. Una nuova opportunità! Ecco è questo quello che ho pensato a inizio marzo quando è iniziato il lockdown. Avevamo da poco lanciato la Community Donne 4.0, stilato il primo piano di attività in presenza ma dovevamo bloccarci. No! Non ci potevamo arrendere proprio noi che sosteniamo che la tecnologia è un acceleratore dell’empowerment delle Donne. E poi tutti i giocatori iniziavano a cambiare le regole del giovo riconvertendo le attività sul canale digitale e donando tempo e valore, noi non potevamo mancare! Nascono nuove idee e tra queste il progetto di donare 3 sessioni di Coaching a 6 Donne. Il coaching è uno metodo potente nella gestione del cambiamento. È un percorso in cui il coach con le sue domande stimola la consapevolezza del coachee. In un campo di gioco di fiducia coach e coachee interagiscono affinché il coachee possa raggiungere la meta desiderata agendo le sue risorse e facendo emergere tutto il suo potenziale. I valori più profondi salgono dalla superficie e i livelli di consapevolezza, autonomia e responsabilità crescono velocemente di sessione in sessione. Ci vogliono il coraggio di evolvere e di abbandonare delle convinzioni limitanti, il divertimento nel trovare nuovi schemi di gioco, la strategia per raggiungere nuovi obiettivi e la curiosità di vedere come va a finire.

Ringraziamo le 6 splendide Donne che hanno avuto desiderio di seguire questi percorsi con le nostre coach Gabriella Campanile e Mila Miscia e di lasciare la loro testimonianza in questo video.

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