Darya Majidi presenta a Livorno “Sorellanza digitale”

Viviamo in un mondo non equo, dove le donne non nascono libere con gli stessi diritti e la stessa dignità degli uomini. La cultura patriarcale è ovunque, evidente e nascosta, nelle consuetudini e nel linguaggio e non permette di guadagnare la parità tra donne e uomini: parità di diritti, parità salariale, parità di opportunità. Il World Economic Forum ed UN Women ci ricordano che nel 2020 ancora in nessun paese al mondo le donne hanno davvero gli stessi diritti ed opportunità, la stessa sicurezza, la stessa libertà di crescita che hanno gli uomini. Le donne non sono una minoranza, rappresentano metà della popolazione mondiale, con il diritto di essere la metà di tutto.

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Le tecnologie della quarta rivoluzione industriale ci permettono di essere sempre connessi e questo rappresenta una occasione unica per le donne di tutto il mondo: possono accedere a dati, informazioni e conoscenze per darsi voce, visibilità e rappresentanza. Le tecnologie sono strumenti di libertà, autonomia e democrazia che possono velocizzare in modo esponenziale il raggiungimento della parità e dell’equità da parte alle donne a livello globale. Il Femminismo 4.0, basato sulle tecnologie digitali, deve portare tutti, uomini e donne, a credere in un mondo migliore. Le donne si devono far avanti, gli uomini devono combattere le discriminazioni esistenti. In tutto il mondo ci sono donne che stanno innescando trasformazioni profonde nel mondo lavorativo, economico, scientifico e politico. Donne che si uniscono in sorellanza e si sostengono per mantenere saldo ogni piccolo passo guadagnato. Donne che sanno che la strada è lunga, e che solo con il supporto degli uomini è possibile arrivare ad un mondo di pace e libertà per tutti. E più sono privilegiate, più creano alleanze, creano opinione, generano cambiamento. Darya è una di loro. Con le sue 6C ci offre un metodo per riuscire a creare un percorso per avere tutti gli stessi diritti e le stesse opportunità: Consapevolezza, Cultura, Community, Competenze, Cuore e Coraggio.

Presto online il video della presentazione

Il libro è disponibile su Amazon in formato cartaceo e Kindle

Le 100 Donne che cambiano il mondo – Oggi su D di Repubblica

Darya Majidi, Founder della Community Donne 4.0 (clicca per ingrandire)

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Attiviste, scienziate, economiste, politiche, artiste, ambientaliste, scrittrici, sportive… Se il futuro sarà migliore per tutti lo dovremo (anche) a loro.

Potranno sembrarvi troppe o troppo poche, 100 donne che contano e quindi da contare per un numero speciale di D come quello uscito sabato 22 agosto (e da scaricare gratis dal sito da con il link qui sotto). Chi è contro le quote… rosa perché è un aggettivo orrendo, oltreché politicamente scorretto, lo pensa sicuramente. E invece le abbiamo scelte, lasciandone fuori migliaia, per fare luce anche su quelle che non sono sotto i riflettori internazionali, le non-Merkel, von der Leyen e Lagarde, che per fortuna già ci sono.

E per moltiplicare i modelli, farne un catalogo a uso delle nuove generazioni. Perché ogni volta che una ragazzina si è arresa o ha rinunciato a diventare qualcosa, magari è stato perché non vedeva nessuna prima di lei, che ci aveva provato e riprovato fino a farcela. Come l’educazione sentimentale serve a mostrare cosa fare se si è innamorati di qualcuno, se si è innamorati di una professione o di un’idea e non si sa bene come realizzarle, successi e fallimenti precedenti aiutano.

Perché non tutte hanno la mentalità  o i mezzi per fare da apripista (la classe, quella economica, non è acqua. Ne parla anche la scrittrice Mieko Kawakami, nell’anticipazione di un bestseller femminista nipponico su 3 donne e generazioni). Perché da grande non vorranno fare tutte le Merkel o le Sanna Marin, anche se dati i Trump e i tempi che corrono, una regola o legge transnazionale che obbliga l’alternanza dei generi alla presidenza, per esempio, non sarebbe male in vista della vicinissima elezione.

Perché gli ultimi dieci anni non sono stati solo quelli del #MeToo ma pure quelli delle #NotYourasians contro la discriminazione delle asiatiche, o interessantissimi e tostissime militanti anti-Bolsonaro, #Elenao (significa “Lui no”, e come non adorarle?). A proposito di brasiliane impegnate, un collega maschio della redazione di D, poiché questo numero è stato amorevolmente curato anche da uomini che amano cioè rispettano le donne, ha detto che valeva la pena avere fatto una fatica del genere a lavorare a questo numero solo per far sapere che c’è un movimento di brasiliane sovrappeso (ma anche “ciccione” ci piace, dipende da chi e come lo usa) che si è voluto allegramente e tranquillamente denominare Toda Grandona, e non c’è bisogno di traduzione.

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Fonte: La Repubblica, 24 agosto 2020

Il numero speciale di D sulle 100 Donne che cambiano il mondo è qui: scaricalo gratis

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Donne 4.0 e creatività a Chieti

Partendo dal testo di Darya Majidi come spunto di riflessione, il ruolo femminile viene nuovamente messo sul tavolo, in ambito lavorativo come sociale, sempre alla ricerca di un equilibrio tra realizzazione professionale e vita privata, questa volta con le nuove tecnologie a supporto.

Un dibattito imperdibile e quanto mai attuale.